Ciò in cui CREDO

CREDO

nel POTERE di una madre di cambiare la vita dei propri figli

nel CORAGGIO che di essere noi stesse nei gesti più scontati

nell’IMPEGNO di essere MADRI al meglio delle nostre capacità

nella forza del NOSTRO ESEMPIO

CREDO

che ogni donna abbia in sé il SEME DEL CAMBIAMENTO reale

che non esistono ostacoli alla forza del CUORE

e che ci sia una MISSIONE nella vita di ciascuno

e che il destino di ogni donna sia collegato a quello dell’altra

 CREDO

che la VITA sia una avventura da provare con passione

che la FELICITA’ sia una SCELTA

e che essere donne e madri sia la sfida più bella che si sia stata regalata

Credo nell’UNIVERSO

nel potere di un FOCOLARE

nella connessione di tutti i cuori

Credo nel FUTURO che è già qui

e ha lo sguardo di mio figlio

Mi chiamo Nicla Signorelli e credo in te.

E sono fermamente convinta che anche tu debba farlo.

Chi sono OGGI

Sono una giornalista scientifica e una mamma di quattro ragazzi.

 

Ho lavorato per anni nel campo della alimentazione e della sua corretta comunicazione scientifica al pubblico e dal 2014 sono la referente in Europa del prof. T. Colin Campbell, autore del The China Study, ad oggi una delle più autorevoli voci al mondo in tema di nutrizione e salute.

 

Dal 2012 organizzo convegni nazionali e internazionali invitando sul mio palco esperti da tutto il mondo per discutere di scienza, alimentazione e corretto stile di vita.

 

Sono autrice del libro VegJunior, un testo che parla alle famiglie del vegetale in tavola e ho condotto su Telecolor un programma televisivo in cui la scienza del benessere era la protagonista.

 

Con mio marito Marco sono fondatrice di Be4eat, una associazione senza scopo di lucro che dal 2012 si occupa di diffondere questi temi in tutta Italia.

 

A giugno del 2016 con gli oltre 30 mila follower iscritti ai siti abbiamo bussato alle porte del Parlamento Europeo per promuovere una legge più consapevole sulle mense scolastiche.

 

Dal 2017 stiamo finanziando a Milano la prima ricerca scientifica in Italia per cambiare le mense ospedaliere.

 

Per anni

ho creduto nella potenza del sapere e nella sua eterna verità

 

Per anni

ho investito tutta me stessa nella forza dell’evidenza scientifica

 

La vita

tuttavia

mi ha insegnato che IL CUORE di una donna è tutta un’altra cosa

Ciò in cui CREDO

CREDO

nel POTERE di una madre di cambiare la vita dei propri figli

nel CORAGGIO che di essere noi stesse nei gesti più scontati

nell’IMPEGNO di essere MADRI al meglio delle nostre capacità

nella forza del NOSTRO ESEMPIO

CREDO

che ogni donna abbia in sé il SEME DEL CAMBIAMENTO reale

che non esistono ostacoli alla forza del CUORE

e che ci sia una MISSIONE nella vita di ciascuno

e che il destino di ogni donna sia collegato a quello dell’altra

 CREDO

che la VITA sia una avventura da provare con passione

che la FELICITA’ sia una SCELTA

e che essere donne e madri sia la sfida più bella che si sia stata regalata

Credo nell’UNIVERSO

nel potere di un FOCOLARE

nella connessione di tutti i cuori

Credo nel FUTURO che è già qui

e ha lo sguardo di mio figlio

Mi chiamo Nicla Signorelli e credo in te.

E sono fermamente convinta che anche tu debba farlo.

Chi sono OGGI

Sono una giornalista scientifica e una mamma di quattro ragazzi.

Ho lavorato per anni nel campo della alimentazione e della sua corretta comunicazione scientifica al pubblico e dal 2014 sono la referente in Europa del prof. T. Colin Campbell, autore del The China Study, ad oggi una delle più autorevoli voci al mondo in tema di nutrizione e salute.

 

Dal 2012 organizzo convegni nazionali e internazionali invitando sul mio palco esperti da tutto il mondo per discutere di scienza, alimentazione e corretto stile di vita.

Sono autrice del libro VegJunior, un testo che parla alle famiglie del vegetale in tavola e ho condotto su Telecolor un programma televisivo in cui la scienza del benessere era la protagonista.

Con mio marito Marco sono fondatrice di Be4eat, una associazione senza scopo di lucro che dal 2012 si occupa di diffondere questi temi in tutta Italia.

A giugno del 2016 con gli oltre 30 mila follower iscritti ai siti abbiamo bussato alle porte del Parlamento Europeo per promuovere una legge più consapevole sulle mense scolastiche.

Dal 2017 stiamo finanziando a Milano la prima ricerca scientifica in Italia per cambiare le mense ospedaliere.

Per anni

ho creduto nella potenza del sapere e nella sua eterna verità

Per anni

ho investito tutta me stessa nella forza dell’evidenza scientifica

La vita

tuttavia

mi ha insegnato che IL CUORE di una donna è tutta un’altra cosa

Il mio percorso

Si dice che ci siano solo due modi per cambiare strada: per intelligenza o per sofferenza.

Devo ammettere a me stessa di essere poco intelligente.

 

Quando ho cambiato, otto anni fa, ho cambiato perché soffrivo.

 

Nel 2011 mio figlio Alessandro fu ricoverato. Da quando era nato, 1 anno e mezzo prima, erano incalcolabili le volte in cui questo accadeva.

 

Quella volta tuttavia decisi che sarebbe stata l’ultima.

 

La mattina del 6 maggio mio figlio si svegliò con il viso gonfio e tumefatto. Chiamai il mio pediatra che gli praticò subito una puntura di antibiotico contro la meningite rimandandoci d’urgenza all’ospedale.

Si scoprì che un banale ascesso al dente appena spuntato era risalito dalla bocca fino all’occhio e quindi all’orecchio minacciando le meningi.

 

Su quel letto d’ospedale, con mio figlio attaccato al seno e l’ennesima flebo al suo braccio, decisi che per me e la mia famiglia era giunto il momento di cambiare.

Non mi bastavano più i supponenti “capita” e i frettolosi “succede” come risposta alle mei domande. Non mi consolava più far parte della “normale statistica” pediatrica.

 

Volevo di più.

 

E’ iniziata così per me e per mio marito Marco una personale ricerca in tutta Italia .

Il percorso intrapreso e il mondo che si è svelato sono ciò che oggi mi hanno fatto aprire questa scuola e mi fa dire con estrema convinzione:

non smettere mai di credere di poter fare la differenza.

 

C’è un momento nella vita di ogni di noi in cui il treno si ferma e ci viene data l’opportunità di cambiare direzione. Possiamo approfittare dell’imprevisto. Oppure possiamo rinnegarlo, ricomponendo alla bell’e meglio il tempo che crediamo essere stato sprecato.

 

Alla fine il cambiamento è solo una scelta.

E questa scelta siamo noi.

Otto anni fa mio marito ed io decidemmo di cambiare e la vita ci portò a solcare palchi e a diventare esempi per molte famiglie in Italia.

Poi però gli anni passano e anche noi con loro cambiamo. E all’improvviso in tutto questo cambiare qualcosa in noi si rompe.

 

Questo è ciò che è accaduto a me.

 

Un sabato pomeriggio mentre dal palco di Be4eat parlavo ad un pubblico numeroso giunto da lontano, ho sentito nel mio cuore un CLIC.

 

E così, dal mio interno, io mi sono rotta.

 

D’improvviso ciò che ero e raccontavo era finito. La mia storia, il mio microfono, io stessa eravamo acqua passata. Qualcosa di nuovo picchiava da dentro al guscio per romperlo. E quel guscio, ahimè, ero io.

 

Ho trascorso gli ultimi due anni ad assemblare pezzo dopo pezzo il mio puzzle personale. Non è stato un percorso facile. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto buttarmi via. Altri in cui avrei voluto innalzarmi al cielo.

 

La verità, comunque oggi io la voglia guardare, è che non avevo bisogno di andare troppo lontano: tutto era già sotto il mio naso. Si trattava solo di dargli una nuova forma.

 

Più consapevole, forse.

Più semplice, di certo.

Più felice, di sicuro.

E quella nuova forma ero io.

 

E tu che cosa aspetti? Rompi il tuo guscio e prenditi cura del nuovo che è in te

Il nuovo che avanza

Otto anni fa mio marito ed io decidemmo di cambiare e la vita ci portò a solcare palchi e a diventare esempi per molte famiglie in Italia.

Poi però gli anni passano e anche noi con loro cambiamo. E all’improvviso in tutto questo cambiare qualcosa in noi si rompe.

Questo è ciò che è accaduto a me.

Un sabato pomeriggio mentre dal palco di Be4eat parlavo ad un pubblico numeroso giunto da lontano, ho sentito nel mio cuore un CLIC.

E così, dal mio interno, io mi sono rotta.

D’improvviso ciò che ero e raccontavo era finito. La mia storia, il mio microfono, io stessa eravamo acqua passata. Qualcosa di nuovo picchiava da dentro al guscio per romperlo. E quel guscio, ahimè, ero io.

Ho trascorso gli ultimi due anni ad assemblare pezzo dopo pezzo il mio puzzle personale. Non è stato un percorso facile. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto buttarmi via. Altri in cui avrei voluto innalzarmi al cielo.

La verità, comunque oggi io la voglia guardare, è che non avevo bisogno di andare troppo lontano: tutto era già sotto il mio naso. Si trattava solo di dargli una nuova forma.

Più consapevole, forse.

Più semplice, di certo.

Più felice, di sicuro.

E quella nuova forma ero io.

E tu che cosa aspetti? Rompi il tuo guscio e prenditi cura del nuovo che è in te

Il mio percorso

Si dice che ci siano solo due modi per cambiare strada: per intelligenza o per sofferenza.

Devo ammettere a me stessa di essere poco intelligente.

 

Quando ho cambiato, otto anni fa, ho cambiato perché soffrivo.

 

Nel 2011 mio figlio Alessandro fu ricoverato. Da quando era nato, 1 anno e mezzo prima, erano incalcolabili le volte in cui questo accadeva.

 

Quella volta tuttavia decisi che sarebbe stata l’ultima.

 

La mattina del 6 maggio mio figlio si svegliò con il viso gonfio e tumefatto. Chiamai il mio pediatra che gli praticò subito una puntura di antibiotico contro la meningite rimandandoci d’urgenza all’ospedale.

Si scoprì che un banale ascesso al dente appena spuntato era risalito dalla bocca fino all’occhio e quindi all’orecchio minacciando le meningi.

 

Su quel letto d’ospedale, con mio figlio attaccato al seno e l’ennesima flebo al suo braccio, decisi che per me e la mia famiglia era giunto il momento di cambiare.

Non mi bastavano più i supponenti “capita” e i frettolosi “succede” come risposta alle mei domande. Non mi consolava più far parte della “normale statistica” pediatrica.

 

Volevo di più.

 

E’ iniziata così per me e per mio marito Marco una personale ricerca in tutta Italia .

Il percorso intrapreso e il mondo che si è svelato sono ciò che oggi mi hanno fatto aprire questa scuola e mi fa dire con estrema convinzione:

non smettere mai di credere di poter fare la differenza.

 

C’è un momento nella vita di ogni di noi in cui il treno si ferma e ci viene data l’opportunità di cambiare direzione. Possiamo approfittare dell’imprevisto. Oppure possiamo rinnegarlo, ricomponendo alla bell’e meglio il tempo che crediamo essere stato sprecato.

 

Alla fine il cambiamento è solo una scelta.

E questa scelta siamo noi.

Otto anni fa mio marito ed io decidemmo di cambiare e la vita ci portò a solcare palchi e a diventare esempi per molte famiglie in Italia.

Poi però gli anni passano e anche noi con loro cambiamo. E all’improvviso in tutto questo cambiare qualcosa in noi si rompe.

 

Questo è ciò che è accaduto a me.

 

Un sabato pomeriggio mentre dal palco di Be4eat parlavo ad un pubblico numeroso giunto da lontano, ho sentito nel mio cuore un CLIC.

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E così, dal mio interno, io mi sono rotta.

 

D’improvviso ciò che ero e raccontavo era finito. La mia storia, il mio microfono, io stessa eravamo acqua passata. Qualcosa di nuovo picchiava da dentro al guscio per romperlo. E quel guscio, ahimè, ero io.

 

Ho trascorso gli ultimi due anni ad assemblare pezzo dopo pezzo il mio puzzle personale. Non è stato un percorso facile. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto buttarmi via. Altri in cui avrei voluto innalzarmi al cielo.

 

La verità, comunque oggi io la voglia guardare, è che non avevo bisogno di andare troppo lontano: tutto era già sotto il mio naso. Si trattava solo di dargli una nuova forma.

 

Più consapevole, forse.

Più semplice, di certo.

Più felice, di sicuro.

E quella nuova forma ero io.

 

E tu che cosa aspetti? Rompi il tuo guscio e prenditi cura del nuovo che è in te

 

 

Il nuovo che avanza

Otto anni fa mio marito ed io decidemmo di cambiare e la vita ci portò a solcare palchi e a diventare esempi per molte famiglie in Italia.

Poi però gli anni passano e anche noi con loro cambiamo. E all’improvviso in tutto questo cambiare qualcosa in noi si rompe.

Questo è ciò che è accaduto a me.

Un sabato pomeriggio mentre dal palco di Be4eat parlavo ad un pubblico numeroso giunto da lontano, ho sentito nel mio cuore un CLIC.

E così, dal mio interno, io mi sono rotta.

D’improvviso ciò che ero e raccontavo era finito. La mia storia, il mio microfono, io stessa eravamo acqua passata. Qualcosa di nuovo picchiava da dentro al guscio per romperlo. E quel guscio, ahimè, ero io.

Ho trascorso gli ultimi due anni ad assemblare pezzo dopo pezzo il mio puzzle personale. Non è stato un percorso facile. Ci sono stati momenti in cui avrei voluto buttarmi via. Altri in cui avrei voluto innalzarmi al cielo.

La verità, comunque oggi io la voglia guardare, è che non avevo bisogno di andare troppo lontano: tutto era già sotto il mio naso. Si trattava solo di dargli una nuova forma.

Più consapevole, forse.

Più semplice, di certo.

Più felice, di sicuro.

E quella nuova forma ero io.

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